L’editing di un romanzo. Tecniche e consigli utili

L’editing di un romanzo. Tecniche e consigli utili
Non condividere un libro è follia.
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L’editing di un romanzo o di un libro di altro genere è diversa dalla correzione di bozze, che comprende solo correzioni ortografiche e grammaticali.

L’editing, infatti, inizia con una lettura approfondita, attenta alla struttura e alla trama e ha come obiettivo il miglioramento dello stile e la correzione della forma.

Molte case editrici, compresa la nostra, preferiscono rivedere il manoscritto insieme all’autore. Questo perché si preferisce essere sicuri che il libro pubblicato con il proprio marchio sia un prodotto di qualità dalla prima all’ultima parola. Riceviamo molti manoscritti e scegliamo in base all’originalità dell’idea portante e alla qualità della scrittura. Quindi in questo articolo abbiamo voluto delineare brevemente alcuni suggerimenti su come organizzare l’editing del proprio manoscritto, in vista della spedizione alla casa editrice, e descrivere il modo in cui operiamo durante la prima fase di lettura, correzione bozze e editing di un romanzo.

Cominciamo con i problemi di editing più comuni

Non si sente la melodia: la sovrabbondanza di avverbi che creano continue e fastidiose rime nel testo; la punteggiatura sbagliata che ci fa singhiozzare leggendo; le ripetizioni semantiche e concettuali che innervosiscono; la sovrabbondanza di dialoghi come in una sceneggiatura… compromettono la scorrevolezza della lettura e creano spiacevoli stonature.

Il ritmo annoia: i tempi noiosi senza colpi di scena e i fatti raccontati dal primo all’ultimo senza movimenti temporali, annoiano il lettore.

Si percepisce una genesi sbagliata: un buon romanzo dovrebbe nascere dal cuore dell’autore, ma non deve essere un semplice sfogo interiore. D’altra parte non deve neanche nascere dalla mera volontà di avere successo, sull’onda di una moda momentanea, ricalcando il best-seller del momento.

A volte bisogna tagliare…: il romanzo pieno zeppo di avvenimenti e colpi di scena, con numerosi personaggi e scene inutili e continui dettagli descritti con maniacale minuziosità, trasmette insicurezza e ingenuità, ma soprattutto annoia. Ogni personaggio, azione, descrizione, scena, dialogo… deve avere una sua funzione, in modo che l’attenzione e la curiosità del lettore non venga mai meno.

… a volte bisogna aggiungere: capita di leggere riferimenti al passato che non si capiscono o lati caratteriali dei protagonisti che mancano… l’autore, immerso nella sua storia da molto tempo, conosce molto bene tutti i particolari e capita che dia per scontati fatti e interpretazioni importanti.

Solo uno sguardo esterno può sottolineare dei vuoti narrativi e suggerire gli ampliamenti necessari, per questo il supporto dell’editor si rivela preziosissimo, anzi necessario.

Come lavora un editor?

Non esiste un metodo universale e definito, ognuno ha il proprio sistema: si può lavorare al computer o su carta, su più documenti o su un unico file. L’importante è riportare all’autore in modo chiaro ogni commento e suggerimento, cercando di non essere troppo invasivi e perentori.

Prima di tutto è opportuno individuare la struttura generale della trama e le modifiche che si ritengono necessarie per giungere a un racconto comprensibile, con un buon ritmo ed equilibrio tra tempi narrativi e personaggi.

Poi si comincia ad entrare nei particolari: c’è qualcosa da tagliare o aggiungere? Tutti i fatti sono credibili e coerenti tra loro?

È importante porre l’attenzione sullo stile del libro, senza sovrapporsi alla personalità dell’autore, cercando di tirar fuori ciò che è nuovo e fresco e di modificare ciò che suona datato o banale. L’importante è riuscire a essere sempre obiettivi e a non seguire, solo, il proprio gusto personale. L’ideale è riuscire a immedesimarsi nell’autore e nei personaggi che ha ideato, interpretando al meglio il linguaggio e il tono usato nel testo.

Una volta segnate tutte le correzioni, fatti i tagli e le aggiunte e scritti i commenti, si sottoporrà all’autore il lavoro svolto. L’autore avrà poi modo di leggere tutto con calma e commentare a sua volta le scelte dell’editor.

Solo alla fine si passerà alla formattazione del testo, alla scelta del titolo del libro e dei capitoli, se previsti, alla creazione dell’indice e della copertina…

Poi un’altra controllata ai refusi e… si va in stampa!

Leggi anche: PUBBLICARE UN LIBRO: 5 CONSIGLI UTILI

 

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Autrice: Emanuela Ibisco

 

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