Il bello dell’editoria indipendente: editore e scrittore stanno sulla stessa barca.

Il bello dell’editoria indipendente: editore e scrittore stanno sulla stessa barca.
Non condividere un libro è follia.
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In tutti i rapporti interpersonali che intercorrono in determinati ambienti, che sia la scuola dei nostri figli, il luogo di lavoro, la palestra… ci sono molte forme di comunicazione da gestire, livelli più o meno alti di simpatia ed empatia, sfumature variabili di incomprensioni ed equivoci, in un vortice di collaborazioni più o meno strette, di coinvolgimento emotivo altalenante.

Il rapporto tra editore e scrittore non è meno complicato, anzi…

Nell’editoria indipendente, un rapporto basato sul lavoro e sul denaro si contrappone, in qualche modo, a una stretta collaborazione creativa fatta di chiacchierate conoscitive, brainstorming, scelte stilistiche… Si è quindi alla continua ricerca di un equilibrio tra senso pratico e sentimenti umani, con scelte azzeccate e risate, spallate e incomprensioni. Si cammina sulla linea che divide il rapporto di lavoro da una conoscenza più approfondita, in un difficile ma divertente cammino funambolico.

È importante impostare correttamente questo cammino sin dall’inizio e spiegare cosa ci si aspetta da questo tipo di collaborazione. Soprattutto oggi, con i nuovi media e la continua reperibilità, ci si difende zigzagando tra le invasioni di campo con il cellulare e fraintendimenti sui social. Potremmo sintetizzare una buona comunicazione autore/editore così: “diamoci del tu, ma non mi Whatsappare di sera e nel fine settimana!

Facciamo editoria indipendente, quindi stiamo sulla stessa barca dell’autore.

In un rapporto ideale l’editore è sempre pronto all’elogio e all’incoraggiamento, perché ha scelto un manoscritto in cui crede e su cui ha puntato molto. L’autore si affida con fiducia, perché sa di essere stato scelto ed è pronto a collaborare con tutto sé stesso. Nella realtà può succedere di tutto perché siamo tutti diversi: a volte i pregiudizi separano in partenza, le lunghe attese scoraggiano, la rigidità di pensiero divide.

In ogni fase di lavorazione, dalla prima e-mail di contatto alla presentazione del libro, l’intoppo è dietro l’angolo. L’esperienza ci ha insegnato a gestire gli imprevisti con calma, a capire i punti di forza delle persone e a trarne il meglio. Alla fine siamo sempre riusciti a tirar fuori prodotti di qualità, che sanno andare incontro al mercato e ai gusti dei lettori e, allo stesso tempo, a esprimere i sentimenti e a raggiungere gli obiettivi dell’autore.

Ma i libri meglio riusciti sono quelli che emergono dai rapporti basati sulla fiducia, in cui l’editore sposa l’idea dell’autore e in cui l’autore si affida alla professionalità dell’editore senza rinunciare ai propri punti di vista, ma senza imporli. Perché stiamo sulla stessa barca.

Tutti gli autori sono ugualmente importanti.

Come nelle famiglie i rapporti variano da persona a persona, perché per fortuna siamo tutti diversi. Non ci sono preferenze, la professionalità non è modificata in base all’autore.
È fondamentale ricordare che il rapporto autore/editore è un rapporto di fiducia, certo, ma anche lavorativo. Bisogna seguire le esigenze di mercato, alcune strategie, e la crescita dell’autore dipende anche dalla crescita della casa editrice. Per questa ragione tendiamo a concentrarci, non solo sugli autori, ma anche su progetti che vanno oltre il singolo autore. Le correnti sono tante e la barca deve seguire la giusta rotta per raggiungere l’obiettivo finale, vale a dire una crescita che abbracci tutti.

Eleonora Lo Nigro

 

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