Flaminia, romanzo di Veruska Menna

Flaminia, romanzo di Veruska Menna
Non condividere un libro è follia.
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SINOSSI

I personaggi che popolano Flaminia non si sono mai conosciuti tra loro, ognuno ha la propria unicità, il proprio percorso e la propria vita. Dodici storie unite da uno stesso destino. Vite recise su un nastro d’asfalto.

Nelle pagine finali si affaccia una donna che, in una forse macabra raccolta, ritaglia le poche righe di cronaca che raccontano di vittime senza nome e senza volto. È proprio lei che, ribellandosi al superficiale resoconto dei giornali, ne immagina la vita. Flaminia prova a ridare voce a chi voce non ha più.

 

L’AUTORE

Veruska Menna
Attrice e insegnante di dizione, lavora anche come formatrice nell’ambito della LIS.
Ha pubblicato il “Quaderno di Dizione” (Caramanica 2012).
Scrittrice seduttiva ed empatica fonde la ritmica del teatro di prosa con la forza del linguaggio contemporaneo.
La scrittura diventa più di una vocazione, è sublimazione della realtà attraverso la catarsi della parola.

CONSIGLI AL LETTORE

Inizia tutto da lì.
Inizia che noto quante croci ci sono lungo questa strada. Quanti volti fermi sottovetro. I volti di chi su questo nastro d’asfalto ha perduto la propria voce, il proprio futuro, hanno occhi fissi, che non parlano più.
E sono tanti. Troppi.
[…] Scrivo sperando che questi piccoli ritratti inventati trovino una strada per farsi ascoltare. Che abbiano la forza di far riflettere. Prego. Se solo le mie parole riuscissero ad arrivare a chi si mette ogni giorno alla guida, distrattamente, frettolosamente. A quelli come me che lasciano che a volte i giorni scorrano via senza senso, senza peso.
[…] Sogno che queste brevi storie riescano a parlare ai ragazzi più giovani, che troppo spesso dimenticano che la vita è una. Che è un dono fragile e prezioso riposto nelle loro mani.
Sono sicura che ognuna delle persone cancellate dalla strada vorrebbe dire che vale la pena rallentare. Vale la pena non guidare se si è bevuto troppo. Vale la pena usare il casco. Vale la pena rinunciare a quel sorpasso che farebbe guadagnare solo pochi secondi.
Vale la pena guidare con prudenza e usare la testa.
Vale la vita.

Perché far parlare direttamente l’autrice?

Perché è un libro nato dal cuore, perché è il cuore dell’autrice che parla e cerca di esprimere ciò che tante persone ormai non possono più esprimere.
Non facciamoci spaventare dalla paura di rattristarci nel leggerlo, non leggiamolo con malinconia e sconforto, leggiamolo con consapevolezza e speranza, con la positività di chi vive la vita.
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