Il caso Elena Ferrante, fenomeno letterario italiano grazie ad un’amica geniale…

Il caso Elena Ferrante, fenomeno letterario italiano grazie ad un’amica geniale…
Non condividere un libro è follia.
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Perché Elena Ferrante (pseudonimo di uno scrittore o scrittrice sconosciuta) ha ottenuto un successo così sbalorditivo con la collana “L’amica geniale”?

Non erano meglio i romanzi precedenti? L’amore molesto, ad esempio, non aveva un linguaggio più raffinato? Un intreccio più originale?

La critica italiana pare pensarla così, ma non il pubblico: i libri de “L’amica geniale”, hanno venduto 750.000 copie solo negli USA, come riportato dal Financial Times a metà dicembre 2015 e diventerà una serie internazionale per la televisione dal titolo The Neapolitan Novels e prodotta dalla Fandango e dalla Wildside.

Ma qual è il segreto del successo della famosa quadrilogia?

I motivi di un successo del genere non può che comprendere tutti gli aspetti che riguardano la scrittura di un romanzo: trama, personaggi, stile letterario.

La trama tocca molti argomenti importanti: la Storia dell’Italia povera del dopoguerra e il successivo boom economico che però non riesce a salvare tutti; le lotte operaie e femministe raccontate da punti di vista nuovi e diversi; l’11 settembre e gli anni di piombo… fanno da sfondo alle vite di Raffaella Cerullo ed Elena Greco e della loro amicizia, dall’infanzia alla vecchiaia. “L’amica geniale” (2011), “Storia del nuovo cognome” (2012), “Storia di chi fugge e di chi resta” (2013), “Storia della bambina perduta” (2014) parlano delle difficoltà nei matrimoni giovanili, del ruolo femminile nella cultura e nel lavoro, dell’educazione dei figli… tutti argomenti cari a noi donne.

Lo straordinario rapporto tra le protagoniste, due donne così diverse per carattere, aspetto e destino, ci parla di noi, delle scelte che facciamo e delle conseguenze che ne derivano. Ci fa riflettere sulle complesse sfaccettature di ogni personalità, perché nessuno è buono come Linù (Elena) e cattivo come Lila (Raffaella), perché bisognerebbe guardare oltre la facciata e scoprire che Linù può essere cattiva quanto Lila e che Lila è in realtà la più buona di tutti.

Elena Ferrante usa una lingua accessibile, uno stile semplice, alla portata di tutti. Per questo la quadrilogia non passerà alla storia come un’innovazione stilistica letteraria, non vincerà premi e non verrà studiata a scuola, ma una cosa è certa: Linù e Lila ce le ricorderemo per molti anni a venire come le beniamine delle donne italiane nel mondo.

 


 

Autrice: Emanuela Ibisco

 

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