Anfotero

Anfotero

Non condividere un libro è follia.
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Frammenti di vita quotidiana interpretati da Andrea e Lorenzo che raccontano le situazioni presentate dallo spettacolo teatrale. Frammenti che puntano a far emergere alcune fra le tante realtà individuali che costituiscono l’ampio ventaglio della diversità.

Un racconto di crescita, fatto di incontri, difficoltà, cose belle e altre meno piacevoli.

Attraverso la potenza comunicativa del teatro (e dell’arte in generale), Anfotero vuole raccontare la diversità per quello che è: un universo a cui non siamo abituati, dal quale spesso prendiamo le distanze in quanto passivamente guidati dal pregiudizio.

E la specifità di Anfotero, la sua missione, è quella di rivolgersi soprattutto a un pubblico di giovani, cui vogliamo far conoscere una realtà quotidiana che per molti (ahimè) è ancora tabù.

 

Autore
Giorgio Volpe, nato nel 1990 a Reutlingen in Germania, è cresciuto in Calabria e dal 2009 vive a Roma.
Nel 2018 si è laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma “La Sapienza” con una tesi dal titolo Teatro Ragazzi. Esperienze tra Italia e Francia.
Nel 2014 ha fondato (e da allora dirige) la compagnia di produzione teatrale Giù di Su per Giù – teatro, per la quale ha scritto Martina & Nocciolino (2014), StandBy – l’attesa (2018) e Anfotero (2018).
Nel 2018, ha portato in scena – per la prima volta in Italia – un adattamento drammaturgico del libro di Susanna Isern L’Emozionometro dell’Ispettore Drillo.
Al lavoro d’attore affianca quello di scrittore di letteratura per l’infanzia.
Nel 2019/2020 pubblicherà con editori come: Il Ciliegio, NubeOcho, Kite, Theoria e Apollo.
Ama l’arte, i viaggi, il freddo; alla domanda: “Che tipo sei?”, ama rispondere: “Sono un iperattivo creativo”.
Anfotero è la sua prima opera teatrale pubblicata.
Nota autore

Mi trovavo sul set di StandBy – l’attesa (2018), cortometraggio scritto e diretto da me che affronta la tematica della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, e pensavo: “Non appena chiudiamo il set, mi dedicherò a qualcosa sulla diversità di genere”.

Per me la diversità è un argomento importante su cui riflettere e creare. Così si è instaurata una collaborazione con il GayCenter di Roma, luogo accogliente che promuove servizi, iniziative e cultura, per il benessere e i diritti LGBTQ. Il GayCenter ha sostenuto molto StandBy – l’attesa, e ha dato una mano anche nella realizzazione di Anfotero. Per noi, che siamo una piccola realtà, questo è essenziale. Il collage di sfondo sulla locandina di Anfotero è stato realizzato appositamente da Angela Infante, presidente del Centro, nonché mia carissima amica.

Anfotero, inizialmente, avrebbe dovuto chiamarsi Pisellino, vezzeggiativo scherzoso e affettuoso, usato per rivolgersi con affetto a qualcuno, oltre che per alludere al sesso maschile (non necessariamente alle sue dimensioni). Poi, confrontandomi con un altro caro amico, interlocutore privilegiato, Jacopo Serafini, attore e drammaturgo, è venuto fuori il termine “anfotero”, parola che ho ritenuto più rappresentativa di quello che stavo scrivendo.

La fonte primaria di Anfotero sono i dati scientifici raccolti in un numero speciale del National Geographic (gennaio 2017) dal titolo “Gender: la rivoluzione”, arricchiti con “Il Gender: la stesura definitiva” di Dario Accolla, con “Pourquoi y a t-il des inégalités entre les hommes et les femmes?” di Soledad Bravi, e con la mia personale esperienza di vita.

Attraverso un linguaggio semplice e diretto, Anfotero si pone l’obiettivo di valorizzare le diversità abbattendo qualsiasi tipo di pregiudizio, e mira a sottolineare gli stereotipi sulla diversità di genere scardinandoli uno per uno.

Sentiamo il bisogno di parlare di diversità perché la diversità esiste, fa parte di noi e non deve essere oggetto di derisione, emarginazione o fobia (xenofobia, omofobia, trans-fobia, ecc.).

La tradizione deve iniziare a essere considerata soltanto “una” delle possibilità; è giunto infatti il momento di equiparare la tradizione alla diversità in una visione libera e poliedrica dell’esistenza umana. Battaglia in corso da secoli. Basti pensare ai neri, agli ebrei, esempi emblematici di discriminazione.

Attraverso la potenza comunicativa del teatro (e dell’arte in generale), Anfotero vuole raccontare la diversità per quello che è: un universo a cui non siamo abituati, dal quale spesso prendiamo le distanze in quanto passivamente guidati dal pregiudizio.

E la specifità di Anfotero, la sua missione, è quella di rivolgersi soprattutto a un pubblico di giovani, cui vogliamo far conoscere una realtà quotidiana che per molti (ahimè) è ancora tabù.

In Italia, oggi, il teatro viene spesso realizzato con il solo obiettivo di fare botteghino e conseguire numeri utili a possedere qualche requisito ministeriale che spalanchi le porte del FUS. Questa prospettiva condiziona gravemente la libertà artistica e la funzione sociale del teatro stesso; ma, fortunatamente, ci sono ancora piccole e grandi realtà che vogliono credere in un progetto culturale.

Per quanto riguarda Anfotero, ci sembra che il pubblico gradisca particolarmente la semplicità con cui una tematica così controversa viene affrontata, raccontata e spiegata.

Anfotero è il risultato di un indispensabile lavoro di squadra.

Con la mia compagna di scena Deialnira Russo c’è stato, sin dalla fase di scrittura, un continuo confronto e scontro pacifico.

Questo spirito di squadra è andato consolidandosi sempre di più durante il montaggio. Il fatto che entrambi, con empatia e reciproca comprensione, puntassimo onestamente alla buona riuscita dello spettacolo, è stato il punto di forza del nostro lavoro.

Anche questa volta, ho avuto la fortuna di costituire intorno a me un ottimo cast artistico e tecnico.

Dettagli

• ISBN: 978-88-99878-66-5
• pagine: 76
• formato: 140x210mm
• euro: 12,50
• genere: teatro, narrativa
• uscita: ottobre 2019
• Distributori: Libro.CoFastbook
• Vendita diretta: info@miriagono.it

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