Avere una casa o essere a casa?

Avere una casa o essere a casa?

Non condividere un libro è follia.
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Questo libro mette insieme psicologia bioenergetica e architettura, due discipline che non si parlano molto benché le ripercussioni dell’una sull’altra siano evidenti.

L’architettura è un’arte, sociale e di servizio. Non ci può essere servizio se non c’è ascolto. Con questa convinzione l’autore ha sviluppato un metodo che gli permette di associare alla persona che sta ascoltando lo spazio architettonico che possa farla stare meglio.

L’opera è strutturata in due parti.

La prima esamina il condizionamento del corpo umano all’interno di uno spazio architettonico, di come reagisce, di come diversi luoghi ci influenzino positivamente e ci facciano stare bene ed altri no.
La seconda analizza come ogni tipologia caratteriale, secondo la classificazione di Alexander Lowen (schizoide, orale, masochista, psicopatico e rigido), possa riconoscersi in un suo equivalente archetipo architettonico che abbia una capacità terapeutica rispetto a quello stesso carattere.

Vengono riportati, infine, opere di maestri dell’architettura internazionale del XX secolo ad esempio di come l’archetipo possa diventare vera e propria opera d’architettura.

Le parti inerenti la disciplina psicologica sono state supervisionate da dottori psicoterapeuti.

 

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